C’era una volta … la Lugano-Cadro-Dino
CHF 48,00
Esaurito
Un libro con documenti e fotografie inedite, specialmente riferite al periodo (un solo anno e mezzo) della costruzione della linea ferroviaria.
Ricorda le nobili vicende che animarono gli ideatori che contribuirono, con la fiducia dei sostenitori, a garantire una sicura via di comunicazione sulla sponda sinistra del Cassarate. In 288 pagine rivivono i ricordi di coloro che hanno vissuto e utilizzato il tram fino al 1970. Fu un periodo particolare per la popolazione locale, ma anche per tutti i luganesi, come pure per i villeggianti che hanno goduto delle meraviglie del nostro bel paese. Quel celeste biscione si snodava rumoroso e traballante per gli asfalti e i portici della regione del Ceresio, era un caro compagno di lavoro che conduceva, di buon mattino, fin quasi sulla porta dell'ufficio, del negozio, del cantiere e della scuola, che trasportava i contadini al mercato, gli operai, gli impiegati, studenti e turisti e tutti coloro che hanno ancora negli occhi il "tramino" azzurro che in molti vorrebbero ancora oggi rivedere sferragliare nella nostra contrada. Un libro per rivivere il periodo della LCD che fu qualche cosa di più di un semplice mezzo di trasporto, qualche cosa di più di una breve ferrovia regionale. Il tram era un mondo particolare che apparteneva alla gente con una tale violenza d'affetti che difficilmente potrebbe essere sottovalutata e dimenticata.
"Tutti coloro che oggi hanno occhi in capo, sanno che un mezzo di trasporto move cento persone, due ne movono duecento almeno. Nel nostro caso noi abbiamo già il vantaggio di giungere per primi - il che è già qualche cosa - e possiamo tenercene paghi. Del resto se la linea si fermerà a Dino, la zona d'influenza rispettiva è ben diversa, nè l'una può intralciare l'altra; se giungerà e quando giungerà a Tesserete, le due si completeranno e formeranno una sola linea di circonvallazione determinando "nuove" correnti di viaggiatori, a vantaggio di entrambe." Francesco Balli così riferiva al Consiglio di amministrazione della Lugano-Canobbio-Tesserete di cui era membro.
Giuseppe Motta, allora Consigliere Nazionale, nel 1906 rassicurava l'amico Dott. Giovanni Reali, promotore della LCD, in merito alla concessione federale che tardava ad essere accordata.
Informazioni aggiuntive
| Peso | 1800 g |
|---|---|
| Dimensioni | 30,5 × 23,5 cm |
| Autore | |
| Copertina | Cartonata |
| Formato | 23.5×30.5cm |
| Lingua | Italiano |
| Codice articolo | FE212 |
| ISBN | 978-88-8191-327-5 |
| Pagine | 288 |
Informazioni prodotto
Informazioni aggiuntive
| Peso | 1800 g |
|---|---|
| Dimensioni | 30,5 × 23,5 cm |
| Autore | |
| Copertina | Cartonata |
| Formato | 23.5×30.5cm |
| Lingua | Italiano |
| Codice articolo | FE212 |
| ISBN | 978-88-8191-327-5 |
| Pagine | 288 |
CHF 48,00
Esaurito
Un libro con documenti e fotografie inedite, specialmente riferite al periodo (un solo anno e mezzo) della costruzione della linea ferroviaria.
Ricorda le nobili vicende che animarono gli ideatori che contribuirono, con la fiducia dei sostenitori, a garantire una sicura via di comunicazione sulla sponda sinistra del Cassarate. In 288 pagine rivivono i ricordi di coloro che hanno vissuto e utilizzato il tram fino al 1970. Fu un periodo particolare per la popolazione locale, ma anche per tutti i luganesi, come pure per i villeggianti che hanno goduto delle meraviglie del nostro bel paese. Quel celeste biscione si snodava rumoroso e traballante per gli asfalti e i portici della regione del Ceresio, era un caro compagno di lavoro che conduceva, di buon mattino, fin quasi sulla porta dell'ufficio, del negozio, del cantiere e della scuola, che trasportava i contadini al mercato, gli operai, gli impiegati, studenti e turisti e tutti coloro che hanno ancora negli occhi il "tramino" azzurro che in molti vorrebbero ancora oggi rivedere sferragliare nella nostra contrada. Un libro per rivivere il periodo della LCD che fu qualche cosa di più di un semplice mezzo di trasporto, qualche cosa di più di una breve ferrovia regionale. Il tram era un mondo particolare che apparteneva alla gente con una tale violenza d'affetti che difficilmente potrebbe essere sottovalutata e dimenticata.
"Tutti coloro che oggi hanno occhi in capo, sanno che un mezzo di trasporto move cento persone, due ne movono duecento almeno. Nel nostro caso noi abbiamo già il vantaggio di giungere per primi - il che è già qualche cosa - e possiamo tenercene paghi. Del resto se la linea si fermerà a Dino, la zona d'influenza rispettiva è ben diversa, nè l'una può intralciare l'altra; se giungerà e quando giungerà a Tesserete, le due si completeranno e formeranno una sola linea di circonvallazione determinando "nuove" correnti di viaggiatori, a vantaggio di entrambe." Francesco Balli così riferiva al Consiglio di amministrazione della Lugano-Canobbio-Tesserete di cui era membro.
Giuseppe Motta, allora Consigliere Nazionale, nel 1906 rassicurava l'amico Dott. Giovanni Reali, promotore della LCD, in merito alla concessione federale che tardava ad essere accordata.
Informazioni aggiuntive
| Peso | 1800 g |
|---|---|
| Dimensioni | 30,5 × 23,5 cm |
| Autore | |
| Copertina | Cartonata |
| Formato | 23.5×30.5cm |
| Lingua | Italiano |
| Codice articolo | FE212 |
| ISBN | 978-88-8191-327-5 |
| Pagine | 288 |
Informazioni aggiuntive
| Peso | 1800 g |
|---|---|
| Dimensioni | 30,5 × 23,5 cm |
| Autore | |
| Copertina | Cartonata |
| Formato | 23.5×30.5cm |
| Lingua | Italiano |
| Codice articolo | FE212 |
| ISBN | 978-88-8191-327-5 |
| Pagine | 288 |
Descrizione
Un libro con documenti e fotografie inedite, specialmente riferite al periodo (un solo anno e mezzo) della costruzione della linea ferroviaria.
Ricorda le nobili vicende che animarono gli ideatori che contribuirono, con la fiducia dei sostenitori, a garantire una sicura via di comunicazione sulla sponda sinistra del Cassarate. In 288 pagine rivivono i ricordi di coloro che hanno vissuto e utilizzato il tram fino al 1970. Fu un periodo particolare per la popolazione locale, ma anche per tutti i luganesi, come pure per i villeggianti che hanno goduto delle meraviglie del nostro bel paese. Quel celeste biscione si snodava rumoroso e traballante per gli asfalti e i portici della regione del Ceresio, era un caro compagno di lavoro che conduceva, di buon mattino, fin quasi sulla porta dell’ufficio, del negozio, del cantiere e della scuola, che trasportava i contadini al mercato, gli operai, gli impiegati, studenti e turisti e tutti coloro che hanno ancora negli occhi il “tramino” azzurro che in molti vorrebbero ancora oggi rivedere sferragliare nella nostra contrada. Un libro per rivivere il periodo della LCD che fu qualche cosa di più di un semplice mezzo di trasporto, qualche cosa di più di una breve ferrovia regionale. Il tram era un mondo particolare che apparteneva alla gente con una tale violenza d’affetti che difficilmente potrebbe essere sottovalutata e dimenticata.
“Tutti coloro che oggi hanno occhi in capo, sanno che un mezzo di trasporto move cento persone, due ne movono duecento almeno. Nel nostro caso noi abbiamo già il vantaggio di giungere per primi – il che è già qualche cosa – e possiamo tenercene paghi. Del resto se la linea si fermerà a Dino, la zona d’influenza rispettiva è ben diversa, nè l’una può intralciare l’altra; se giungerà e quando giungerà a Tesserete, le due si completeranno e formeranno una sola linea di circonvallazione determinando “nuove” correnti di viaggiatori, a vantaggio di entrambe.” Francesco Balli così riferiva al Consiglio di amministrazione della Lugano-Canobbio-Tesserete di cui era membro.
Giuseppe Motta, allora Consigliere Nazionale, nel 1906 rassicurava l’amico Dott. Giovanni Reali, promotore della LCD, in merito alla concessione federale che tardava ad essere accordata.









